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La Frase del Mese

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giovedì, aprile 05, 2007

Sull' eutanasia

Cercherò di affrontare qui l'argomento con franchezza e semplicità o almeno vorrei provarci. Credo, in partenza, che in uno stato in cui l'omicidio è un reato non si possa accettare l'eutanasia (al pari del suicidio). Non per motivi di ordine etico ma piuttosto di ordine retorico (se privare un uomo della vita è un reato, questo impone che anche privare se stessi della vita lo sia). Tuttavia questa mia considerazione non è certamente un avallo del totale rifiuto esposto da certi esponenti politici e relegiosi sul testamento biologico. Va tenuto presente che si è sentito (in TV e sui giornali) ragionare così:
"il medico è obbligato a usare qualsiasi mezzo messo a disposizione dalla scienza per salvare la vita del paziente".
Bhè, con franchezza, questa è un'idiozia. E' chiaro che la medicina e la scienza medica hanno fatto negli anni passi da gigante, protraendosi in un trand evolutivo che non sembra conoscere soste. Ma il fatto che ci siano nuovi mezzi e nuove cure non implica nessuna necessità di utilizzo:
se un paziente ha una malattia degenerativa che progressivamente gli crea dei problemi di respirazione non è pensabile che il medico sia "obbligato" ad intubare il paziente o ad utilizzare tecniche più moderne e/o più invasive.
La scienza e la sua evoluzione non sono e non possono essere obblighi.
Per banalizzare (e spiegare): sarebbe come obbligare qualcuno ad usare il rasoio elettrico perchè ormai quello manuale è uno strumento superato.
Se è vero che l'uomo non può (come da legislazione) legittimante scegliere di sottrarsi la vita, questo non implica in alcun modo l'obbligo di infliggersi delle sofferenze per prolungarla o mutare lo stato naturale delle cose.
La malattia è uno stato naturale. Se un uomo sceglie di non prendere provvedimenti per interferire col suo corso questo non può essere considerato un reato. Se di fronte al progressivo decadimento delle proprie condizioni fisiche un uomo sceglie di non prolungare attraverso espedienti medici il corso della propria vita (ma anche quello della malattia ovviamente); questo non deve essere considerato passibile di interferenza.
Ognuno è libero di scegliere; è anche questo un diritto assodato e garantito dalla stessa legge da cui muove tutta questa considerazione.

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