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La Frase del Mese

"Cambiare l'Italia? Sì, si può fare." (Walter Veltroni)

mercoledì, marzo 14, 2007

Simone Cristicchi

E per fortuna che non canta come Biagio Antonacci, verrebbe da dire. Non per cattiveria, ma di Biagi Antonacci in Italia ne abbiamo già abbastanza, era di cantanti che ci sentivamo un po’ a corto.
A Critsicchi va riconosciuto il merito di aver ridato la speranza a chi ormai vedeva già il cantautore come una razza in via d’estinzione; e dire che ci eravamo abituati veramente bene: Battiato, De Andrè, De Gregori, Guccini, Tenco, Zero. Poi abbiamo avuto quelli riusciti a metà o che si sono persi per strada: Bennato, Fossati, Silvestri. Cominciavamo a pensare che un cantautore di una certa caratura e non ultra cinquantenne fosse frutto dell’esposizione ai raggi gamma (vd. Bersani e soprattutto Caparezza ). Poi arriva questo signore qui ( Cristicchi, tra l’altro con una targa Tenco come pedigree ), che per i capelli ricorda un po’ l’esposizione ai raggi gamma, ma che finalmente ripropone un saggio di vera canzone d’autore, con un testo importante ( del tipo che ha senso anche senza la musica ) e una melodia che incide fortemente sulla qualità espressiva del testo e lo proietta verso l’ascoltatore lasciandolo esterrefatto di fronte al potente impatto teatrale. Vince San Remo mettendo d’accordo tutti, forse un po’ per l’intrinseca tensione al “caso umano” ( il testo parla di un malato di mente ) presente nei cittadini italiani, ma non importa. Restituisce la speranza che l’italiano non sia stato fatto per quelle pagine in cui c’è scritto “inserisci l’articolo più adatto”, regala un’interpretazione che va fortemente oltre la potenza espressiva di un misero video-clip e che fa riscoprire la voglia di andare ai concerti, di avere un contatto visivo diretto con l’ interprete. Già… e pensare che ormai ci eravamo convinti che i veri “interpreti” fossero gli ascoltatori, tutti lì con l’orecchio teso nel tentativo di “trovare un senso a queste storia\canzone anche se questa storia un senso non ce l’ha” ( per dirla come uno dei massimi esponenti della non-canzone italiana ), tutti fermi a chiedersi come si possa in un mondo in cui esistono le leggi della fisica della grammatica e del buon senso “andare via di schiena incontro a chi insegneremo quello che noi due imparammo insieme e non capire mai cos’è o se c’è stato per davvero quell’attimo d’eterno che non c’è” ( un altro dei più longevi ). Già… per questi signori verrebbe da citare un eterno C. Guzzanti “qualcuno dovrebbe spiegare a Buttiglione che non basta dire cazzate per essere un filosofo”; verrebbe da dir loro che quando il pubblico non è interessato ai testi ascolta le boy-band straniere. Ma poi, affranti dalla tristezza, verrebbe da ricordare a se stessi quanti cd vendono questi signori, e verrebbe da chiedersi se i cretini non siano loro ma gli italiani. Poi, con un ultimo enorme sforzo, ci torna alla mente chi è stato eletto nell’ ultima legislatura e purtroppo, tutto, torna subito chiaro. Simone, ti aspettiamo al varco, facci un regalo: di non-autori e mezzi cantanti ne abbiamo piene le scatole. Facciamo che sia l’ora di poterne ascoltare uno tutto intero. Comunque per quello che hai già fatto e per quello che stai per fare: grazie.