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Uomini, poichè all'ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto, non diventi rantolo il respiro
sappiate che la morte vi sorveglia
gior nei prati o fra i muri di calce
come crescere il grano guarda il villano, finchè non sia maturo
per la falce
( Fabrizio De Andrè )
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La guerra esiste da sempre, è forse il modo più esteticamente appagante con cui l'uomo cerca di distruggersi. E se c'è una cosa che contagia i piccoli uomini più di ogni altra, questa è l'estetica.
La guerra non è un concetto astratto, la guerra esiste, la puoi vedere passeggiare... in certi luoghi di morte. E' muta ed elegante nel suo vestito da violinista; è seriosa e appassionata col capo appoggiato al suo strumento.
Il suo strumento ha un suono ruvido, folle e straziante... e quel suono si chiama: Dolore.
La guerra suona per tutti, per i vincitori e per i vinti; per chi se ne va e per chi resta.
E' una musicista provetta ed è estremante democratica nel distribuire distruzione da entrambe le parti; non manca una nota.
E certi li appassiona.
E certi li strazia.
Il suo strumento si chiama: Pianto e suona più forte di tutto il resto, ha un solo grande compagno, il suono del silenzio... che si lascia dietro.
E lo strumento di quel suono si chiama: Uomo.
E gli uomini che permettono al silenzio di accompagnare la guerra si chiamano: Vergogna.
La guerra è vilgiacca, suona la musica della morte e ammicca.
Gli uomini dovrebbero avere il coraggio di spaccare i denti di quel sorriso scheletrico e cancellare le sue note di dolore con quella sinfonia che giunge da una sola orchestra. Un' orchestra in cui ogni uomo dovrebbe suonare, diretta da un solo grande maestro.
E quel maestro si chiama: Pace.

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