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La Frase del Mese

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giovedì, dicembre 14, 2006

Diario di una bambina e del suo papà

Mi chiamo Linda, ho 9 anni.
Sono una bellissima bambina bionda che però, si sente un po’ sola.
La mamma è morta quando ero troppo piccola per ricordarla e il mio papà non c’è quasi mai a casa, lavora sempre, fa … ehm … il … disinfestatore, credo, ecco… sì.
Comunque il mio papà è una persona importante nel suo lavoro, ovunque andiamo tutti lo salutano sempre e tutti lo chiamano signore.
Il mio papà è così bravo nel suo lavoro che i suoi amici lo hanno soprannominato “imperatore” e tutte le volte che passa gli fanno : “Ciao! Imperatore”.
Io penso che sia così perché il mio papà è il migliore nel suo lavoro, è per questo che torna sempre a casa stanco, è per questo che tutti lo invidiano.
A volte mi fa anche preoccupare, rientra tardi, sfinito.
È un papà buono, mi bacia sempre sulla fronte e mi mette a letto prima di andare in cucina a lamentarsi col muro; un po’ mi dispiace.
Qualche tempo fa l’ho sentito che diceva: “non finiscono mai”, “li brucio” , “li strozzo”, “non so neanche più dove metterli quei vermi maledetti”, “sono una maledizione”, “sono infiniti”.
Quanto avrei voluto andare in cucina a dargli un bacio sulla fronte e dirgli che anche se non riesce ad ammazzarli tutti per me resta il papà migliore del mondo. Io lo so che lui è il più speciale di tutti.
Si stanca tanto il mio papà. Per fortuna negli ultimi giorni sta un po’ più con me.
Ci siamo trasferiti in un rifugio sotto terra, perché fuori c’è la guerra e sono arrivati in città i nemici.
Ma io sono contenta, così il mio papà non deve più andare al lavoro e sta sempre con me.
Credo che dopo la guerra farà lo scrittore, negli ultimi tempi scrive tantissimo, non fa altro che scrivere, e quello che scrive deve piacere molto… vengono un sacco di amici di papà per leggere quello scrive.
Papà è sempre più stanco, stanco stanco e preoccupato. Gira in torno per la stanza, tutto il giorno. E scrive. E gira in torno.
Oggi mi ha preso sulle ginocchia e mi ha detto: “sai, amore di babbo, il tuo papà è perseguitato dalle stelle. E forse c’è qualcosa di ironico in tutto questo. Papà ne ha ammazzati una nazione di quelli con la stella”
E io: “bravo papà”
“e ora quelli con le stelle e con le strisce vengono per ammazzare papà”
Io: “ma il mio papà non si fa ammazzare, il mio papà è il più forte di tutti”
“infatti il papà adesso prende questa, la vedi Linda?, è una caramella fatta di polvere di stelle così papà vola da solo sulle stelle e quei cattivi non lo potranno prendere più”
Gli ho detto: “è buona papà, la caramella?”
“ah, si, ecco fatto, buonissima. Se qualcuno arriva qui sotto a cercarmi tu digli che papà è volato sulle stelle.”
Gli ho sorriso: “si, e gli dico, “il mio papà è il migliore del mondo”.”
Poi papà si è addormento.
Dormiva profondamente, fuori facevano un sacco di rumore e ho visto tanti amici di papà che correvano via.
Il mio papà non si svegliava, come doveva essere stanco.
Io avevo tanta paura perché i rumori diventavano sempre più forti così mi sono nascosta in un angolo, mi sono messa le mani sulle orecchie e ho cominciato a cantare forte per non sentire più tutto quel rumore.
Non so quanto tempo è passato, ma alla fine tutto è tornato calmo.
È arrivato un signore in un tutone verde con una bandiera a stelle e strisce cucita sopra e mi ha detto, in tedesco, nella mia lingua:
“povera bimba, dov’è il tuo papà?. Vuoi un po’ di cioccolata?”
Io gli ho risposto:
“papà Adolf è sulle stelle, non sono povera… lui è il papà migliore del mondo, aspetterò che mi porti la cioccolata comprata lassù. Grazie.”

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