Siamo uomini,
anime erranti su sentieri vuoti,
viandanti di mondi che prendono senso tra le pieghe del tempo.
E vada iddio
ad innalzare guglie per la Città d'Argento
come satana
a reggere il trono dell'odio nell'abisso,
che è ombra allo specchio dell'altro.
Siamo uomini,
vaghiamo per quel mondo di mezzo che non brilla di luce d'oro
e che al pari non arde alla fiamma maligna.
Siamo uomini,
esseri interrotti e mortali
di entrambe le nature partecipi
ma di alcuna veramente figli.
Siamo la prole dell'incompiuto
e gli eredi del dubbio.
Che ancora l'incertezza ci ottunde l'intelletto,
se Samaele cadde per orgoglio
o per disegno.
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