Si dice che le anime strappate a questo mondo per morte violenta permangano sospese fra gli universi in attesa di compiere il loro destino spezzato.
Il 9 d.C. non è una data troppo famosa, ma ieri come oggi c'erano uomini che morivano per le guerre dei loro signori (imperatori, re o presidenti che siano...) e..
ieri come oggi venivano riconosciute loro quattro lacrime, due applausi (magari una medaglia) e poi.. ci si sforzava di farli dimenticare a tutti il più velocemente possibile.
Il 9 d.C. non è una data troppo famosa, ma ieri come oggi c'erano uomini che morivano per le guerre dei loro signori (imperatori, re o presidenti che siano...) e..
ieri come oggi venivano riconosciute loro quattro lacrime, due applausi (magari una medaglia) e poi.. ci si sforzava di farli dimenticare a tutti il più velocemente possibile.
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"La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana"
"La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana"
( John Fitzgerald Kennedy)
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Quelle che seguono sono le parole di un soldato di Roma che non tornò mai a casa e che oggi si può ancora sentire urlare nel vento in quei giorni in cui la pioggia assomiglia molto alle lacrime di quegli estinti troppo velocemente dimenticati.
9 d.C.
V'è stato un giorno di buio e dolore
è stato un giorno di gente che muore,
ricordo i cavalli nervosi sul freno
rimembro quel freddo, dei boschi sul Reno.
Viaggiavo con altri di ferro vestiti
stendardi oro e rossi, di gladio muniti
dentro la pioggia affrontavo l'audacia
di quel fiato freddo, dall'antro di Tracia.
Ci giunsero addosso in orda assassina
fra pelli ed accette, e vessilli in rovina
cademmo uno ad uno, eravamo centuria
cademmo per primi, e non senza paura.
Restammo nel fango, in terra bagnata
non avemmo vittoria, nè ritirata;
di tempi sì antichi s'è persa memoria
e forse di noi s'è persa la storia
resta solo la voce di Cesare Augusto
le sue urla di rabbia,
il mio amaro disgusto.
Il suo libro vi parla di onori e di gloria
di eroi e di vittorie racconta la storia;
della nostra disfatta lui lo volle purgo
mentre noi morimmo, per lui..
a Teutoburgo.
9 d.C.
V'è stato un giorno di buio e dolore
è stato un giorno di gente che muore,
ricordo i cavalli nervosi sul freno
rimembro quel freddo, dei boschi sul Reno.
Viaggiavo con altri di ferro vestiti
stendardi oro e rossi, di gladio muniti
dentro la pioggia affrontavo l'audacia
di quel fiato freddo, dall'antro di Tracia.
Ci giunsero addosso in orda assassina
fra pelli ed accette, e vessilli in rovina
cademmo uno ad uno, eravamo centuria
cademmo per primi, e non senza paura.
Restammo nel fango, in terra bagnata
non avemmo vittoria, nè ritirata;
di tempi sì antichi s'è persa memoria
e forse di noi s'è persa la storia
resta solo la voce di Cesare Augusto
le sue urla di rabbia,
il mio amaro disgusto.
Il suo libro vi parla di onori e di gloria
di eroi e di vittorie racconta la storia;
della nostra disfatta lui lo volle purgo
mentre noi morimmo, per lui..
a Teutoburgo.
